Cartelle dell’IMU non pagate? Ecco il trucco per sapere quando sono ufficialmente prescritte

Molti contribuenti si trovano, prima o poi, a fare i conti con cartelle dell’IMU non pagate. Comprendere quando queste richieste decadono ufficialmente, ossia quando interviene la prescrizione, è essenziale per difendere i propri diritti ed evitare pagamenti non dovuti. La gestione delle imposte locali può generare non pochi dubbi, soprattutto in materia di termini e legittimità degli atti notificati dal Comune o dall’ente della riscossione.

Quando si prescrive ufficialmente una cartella IMU

Il termine di prescrizione per i debiti relativi all’IMU è di 5 anni. Questo periodo decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il tributo avrebbe dovuto essere pagato. Ad esempio, per una rata IMU dovuta nel 2019, la prescrizione sulla possibilità di recupero scatta il 31 dicembre 2025 se nel frattempo non sono stati notificati atti interruttivi del termine .

Il meccanismo è regolato dall’art. 2948 del Codice Civile, come confermato anche dalla giurisprudenza e da enti specializzati: se il Comune non notifica alcun avviso di accertamento, cartella esattoriale o altro atto interruttivo entro il termine dei 5 anni, il diritto a riscuotere l’IMU si estingue e il contribuente non ha più l’obbligo di pagare .

Come calcolare i termini di prescrizione

Per sapere se una cartella IMU non pagata risulta prescritta, bisogna:

  • Identificare l’anno di riferimento dell’imposta non versata.
  • Controllare la data di notifica dell’eventuale avviso di accertamento o cartella esattoriale. Il termine inizia a decorrere dall’anno successivo a quello di competenza dell’IMU, ma viene interrotto da ogni notifica di atti formali (come avvisi, solleciti, intimazioni).
  • Calcolare il periodo di 5 anni dalla data dell’ultima notifica ricevuta.
  • Se in questi 5 anni non c’è stata alcuna altra notifica, il debito è prescritto .

Occorre però fare attenzione a tutti gli atti che interrompono il termine. La notifica di una nuova cartella, di un accertamento o anche di un semplice sollecito fa ripartire il periodo di prescrizione da capo .

Interruzione e sospensione della prescrizione

La prescrizione si interrompe ogni volta che all’intestatario viene notificato un nuovo atto formale relativo al debito IMU. In questi casi, i cinque anni ricominciano a decorre dalla data dell’ultimo atto ricevuto. Gli atti validi per interrompere la prescrizione sono soprattutto:

  • Avvisi di accertamento
  • Cartelle esattoriali
  • Intimazioni di pagamento
  • Solleciti

Qualora non si riceva alcun atto interruttivo, la prescrizione opera in modo automatico, ma in caso di notifica irregolare dell’atto il termine non si considera interrotto e il debito sarà ugualmente prescritto .

Quali sono i rischi e cosa fare in caso di prescrizione

In caso di ricezione di una richiesta di pagamento IMU su annualità anteriori a 5 anni, il contribuente dovrà:

  • Chiedere formalmente l’annullamento della cartella o dell’atto contestando la prescrizione e allegando le prove (date di notifica, attestazione dell’ufficiale giudiziario, ricevute PEC, ecc).
  • Opporsi formalmente con un ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto .

È importante agire tempestivamente poiché una mancata opposizione potrebbe trasformare anche una pretesa prescritta in una procedura esecutiva (come il fermo amministrativo o il pignoramento) . In particolare, nel caso in cui decada il termine, nessun pagamento sarà più dovuto e eventuali misure coercitive saranno illegittime.

Eccezioni e casi particolari

Occorre ricordare alcune eccezioni. Nel caso in cui si riceva un avviso di accertamento o una cartella esattoriale e si presenti ricorso in tribunale, se il giudice dovesse rigettare la domanda, il nuovo termine di prescrizione diventerà di 10 anni e non più di 5. Questa regola si applica in quanto la sentenza favorevole al Comune ha valore di titolo giudiziale e segue l’ordinario termine decennale previsto dal Codice Civile per i provvedimenti giudiziali .

Altra questione importante: la prescrizione non va mai confusa con la “decadenza”. La decadenza riguarda invece il termine entro cui il Comune deve notificare la pretesa del credito, ossia generalmente entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il pagamento doveva essere effettuato .

Controlli da effettuare per la sicurezza del contribuente

Per verificare con precisione la data di prescrizione di una cartella IMU è fondamentale:

  • Conservare tutti gli atti ricevuti e le relative ricevute di consegna.
  • Eventualmente richiedere copia degli atti all’Agenzia delle Entrate-Riscossione o presso gli uffici comunali.
  • Verificare attentamente la regolarità delle notifiche e della procedura seguita.
  • Consigliabile il supporto di un professionista specializzato, ad esempio un avvocato tributarista, se ci sono dubbi sulla legittimità o l’interruzione della prescrizione .

Atti notificati in modo scorretto, privi di data certa o mai recapitati non valgono come interruzione della prescrizione. Ogni irregolarità procedurale può quindi essere una chiave difensiva decisiva.

Infine, la prescrizione dell’IMU è una tutela riconosciuta al contribuente per garantire certezza nei rapporti tra Fisco e cittadino. Conoscere queste regole permette di agire in modo consapevole e difendere i propri diritti di fronte a richieste di pagamento tardive o infondate.

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